Pasqua 2025 sarà domenica 20 aprile, e con il successivo ponte del 25, lavoro permettendo, avrete l’opportunità di fare una vacanza primaverile da 2 giorni a una settimana alla scoperta di territori unici in Italia: borghi medievali, splendide colline da percorrere in un modo alternativo, manieri antichi e cucina prelibata. Ecco le mete imperdibili per un weekend lungo che vi rigenererà corpo e mente!
Langhe e Monferrato: Enogastronomia e Paesaggi Collinari
Cultura, paesaggi patrimonio Unesco e specialità enogastronomiche: le Langhe e il Monferrato sono tutto questo. Pasqua è un periodo perfetto per visitare queste meravigliose terre. Borghi storici come Alba e Asti offrono scorci pittoreschi e un’atmosfera rilassante. Chi ama la storia, invece, non può non dedicare una visita ai castelli medievali attraverso le visite guidate, che raccontano le storie e le leggende locali. Tra vigneti e boschi c’è una rete di borghi unici dal fascino straordinario, e Barolo è uno di quelli più iconici. Da queste terre nasce uno dei vini italiani più famosi al mondo: potrete visitare cantine storiche e il WiMu, il museo del vino all’interno del castello dei Marchesi Falletti, scoprendo da ogni prospettiva l’affascinante mondo del vino, fino addirittura al museo del… Cavatappi!
Castelli del Ducato di Parma, Piacenza e Pontremoli : Torrechiara e la fortezza dal cuore affrescato
L’area del Ducato di Parma e Piacenza è un territorio unico costellato da arte, cultura e storia che si estende nel territorio emiliano dai monti dell’Appennino al fiume Po. Castelli, rocche, fortezze, regge e manieri regalano un tuffo nella storia in diverse epoche, dal Medioevo al Rinascimento, dal Seicento Barocco all’Illuminismo settecentesco, passando per il romanticismo e la belle Epoque del 900. Tra paesaggi incantevoli si inseriscono borghi tutti da scoprire come Bobbio, Castell’Arquato, Vigoleno tra castelli, antiche abbazie e chiese romaniche che punteggiano un’ampia area dai monti fin quasi al mare. Al centro della provincia di Parma il Castello di Torrechiara, il più romantico: luogo della storia d’amore tra Pier Maria Rossi e Bianca Pellegrini. All’interno, le tracce di questo amore epico-cavalleresco: la rocca, d’impianto quattrocentesco, affascina ancora non solo turisti ma anche scrittori e registi. È qui che è stato girato il film Ladyhawke.
All’interno, il Castello di Torrechiara, oggi Monumento Nazionale, è diviso su due livelli lungo i quali si aprono sale con preziosi affreschi, ambienti di rappresentanza, le cucine e le scuderie. Soffermatevi di fronte agli straordinari affreschi che adornano la Camera d’Oro, una delle più alte espressioni in Italia dello stile pittorico gotico internazionale. La visita al Castello si completa con una serena camminata nel borghetto medievale che un tempo era connessa al castello. Tra le piccole vie spuntano la Chiesa e la Badia di Santa Maria della Neve, mentre sul lato gourmet, rifocillatevi con le specialità del luogo famose (e anche copiate!) in tutto il mondo, dal Prosciutto di Parma al Parmigiano Reggiano.
Tour della Val D’Orcia in… Vespa, tra borghi tipici come Monticchiello
È un luogo da cartolina, punteggiato da valli, colline e cipressi. La strada che porta da Pienza a San Quirico è una delle strade più belle d’Italia. Panorami incantati, strade curate e immerse nella Valle più famosa d’Italia, anche questa scenario di numerosi film come il Gladiatore. Si estende tra le province di Siena e Grosseto, fin sotto al Monte Amiata, la valle attraversata dal fiume Orcia, da cui prende il nome, caratterizzata da fantastici paesaggi e borghi come Pienza, Montalcino, Montepulciano, Bagno Vignoni. Un modo unico di godersi questa zona è affittando una Vespa da organizzazioni come il Vintage Tours, che sapranno indirizzarvi in un percorso meraviglioso con soste nei punti più panoramici e nei borghi più famosi.
Una piccola perla in cui immergersi nella Vallata è Monticchiello. Parte del Comune di Pienza, il piccolo borgo risale al 755 ed è stata al centro di numerose battaglie per la posizione strategica, dal Medioevo alla seconda guerra mondiale. Al centro storico si accede attraverso la porta Sant’Agata, testimonianza dell’antica cinta muraria medievale che abbracciava l’intero borgo. Dalla scalinata appena oltre la porta si raggiunge quello che in passato era un camminamento di ronda: siamo sulle mura di Monticchiello, che in origine era un borgo murato (o castello) della famiglia Lambardi, che fu fortificato ulteriormente sotto il dominio di Siena. Diverse torri ne interrompono il perimetro: sono sette, e ognuna faceva capo alla rocca che sorgeva nel punto più alto del borgo. Passeggiando per i vicoli di Monticchiello si possono vedere le torri rimaste fino a raggiungere il Cassero Senese. Il borgo è animato da un’associazione storica che ogni anno rievoca, con il contributo di tutti gli abitanti, un episodio della storia di Monticchiello, dalle guerre alle origini contadine: il Teatro Povero di Monticchiello è una vera e propria istituzione, nata come progetto sociale e culturale negli anni sessanta. All’interno della Chiesa della Misericordia il piccolo teatro Andrea Cresti (regista e drammaturgo locale), che ha trovato spazio all’interno dell’ex chiesa della Misericordia, una piccola chiesa del Seicento ora sconsacrata. Qui vanno in scena gli spettacoli invernali, mentre d’estate sono le piazze ad animarsi di rievocazioni teatrali. Nella chiesa dei Santi Leonardo e Cristoforo, risalente al ‘300, da notare gli affreschi ancora ben conservati con la storia di Santa Caterina d’Alessandria.
Tra i Borghi del veneto, il paese dei mulini: Borghetto sul Mincio
Andiamo ora in Veneto, alla scoperta dei piccoli borghi che costellano la regione. Se le mete di maggiore attrazione sono ovviamente Venezia e Verona, i tesori che punteggiano il territorio sono tantissimi. Borghi medievali e antichi castelli regalano l’opportunità di fare un vero e proprio tuffo nel passato. Da Arquà Petrarca (Padova) a Asolo (Treviso), tutta scale che conducono alla fortezza, fino a Borghetto sul Mincio (Verona) con tipici mulini lungo le rive del fiume, dove meravigliosi sono i tramonti, quando la nebbia sale dall’acqua e a vedersi sono solo i merli ghibellini del Castello Scaligero. Sorge nella valle del fiume Mincio a 1 km dal centro di Valeggio. La conformazione risale al periodo Longobardo, in epoca scaligera e viscontea fu poi costruito il ponte visconteo e trasformato in borgo fortificato con due porte di accesso, poi territorio della Repubblica di Venezia: proprio qui Napoleone nel 1796 respinse gli austriaci. Per visitarlo, attraversate il Ponte Visconteo verso il Castello, integrato nel complesso fortificato che raggiungeva i 16 km. Dalla sommità della collina, immobile dal passato continua a dominare con le sue torri la valle sottostante.